Carlo Shalom Hintermann Film o documentario?
Uno degli scopi che ho sempre cercato di avere nel realizzare documentari è che fossero delle opere cinematografiche. Credo che la categoria di documentario sia ormai desueta, penso che possiamo parlare a pieno titolo di cinema per moltissime opere documentarie. Dopo l’esplorazione che ha fatto Sokurov del reale, solo per citare un esempio, come possiamo tracciare un confine netto tra documentario e cinema? Cercare costruire un film è quindi stato naturale e per questo ho cercato i collaboratori più adeguati a realizzare un racconto cinematografico di ampio respiro: Lorenzo Ceccotti, autore dell’animazione, Giancarlo Leggeri, direttore della fotografia, Mario Salvucci, autore delle musiche, Piero Lassandro, montatore e Giuseppe D’Amato sound designer.

L’approccio
Uno degli elementi più importanti nel girare il film è stato trovare la giusta distanza con i soggetti ripresi; non essere un corpo estraneo, cercando di non modificare le dinamiche instauratesi tra i nostri protagonisti. Poi sono arrivate una serie di sfide tecniche, prima fra tutte quella di girare senza luci. Un collaboratore prezioso è stato il direttore della fotografia Giancarlo Leggeri, con lui abbiamo passato molto tempo a scegliere i mezzi per le riprese. A lui si sono aggiunti il montatore Piero Lassandro e il colorist Gabriele Gianni. Penso che sia stato molto importante avere sul set il montatore e il colorist, per aggiustare il tiro progressivamente. Un ultimo tassello fondamentale è stato quello delle ditta Tecnolight che ha sviluppato delle luci apposite a Led a zero emissioni di raggi UV, dannosi per i malati.

Il contributo eccezionale dei bambini
Nell’ipotizzare il percorso narrativo del film e soprattutto dell’animazione ho avuto modo di confrontarmi assiduamente con bambini protagonisti. In un primo momento ho semplicemente raccolto una serie di immagini e suggestioni, chiedendo loro di descrivermi una sorta di universo immaginario. Avendo raccolto questo primo corpo di immagini ho iniziato insieme a Lorenzo Ceccotti a scrivere una sceneggiatura. Con il nostro canovaccio ho chiesto nuovamente verifica ai bambini e le linee narrative che avevo immaginato hanno preso una piega cosmogonica: sono stati loro ad aggiungere elementi astratti, primigeni, legati al contrasto ‘universale’ di luce e oscurità. E’ in questa successiva visita a Camp Sundown che la sceneggiatura dell’animazione è divenuta semi-definitiva, con Lorenzo abbiamo poi chiuso il percorso aggiungendo i dialoghi ed alcune sequenze di raccordo.

Festival internazionale del film di Roma.

 

Siamo lieti di annunciarvi che "the dark side of the sun" in concorso nella sezione Extra al Festival internazionale del film di Roma, vince la menzione speciale Enel Cuore.

Ecco le motivazioni della menzione speciale:
“Per il rigore e la profondità dell’indagine su una patologia singolare e misconosciuta e per l’originalità con la quale racconta una metodologia di approccio alla solidarietà e all’assistenza della malattia di giovanissimi che potrebbe costituire un originale precedente per patologie affini.”

08.11.2011

Mario Salvucci Il compositore e autore della colonna sonora Mario Salvucci ha iniziato a lavorare al progetto fin dai primi albori e il dialogo musicale in The Dark Side of The  Sun è stato sviluppato attraverso una sinergia e un colloquio continuo con il regista e con l’ideatore dell’animazione.

L’idea
Nella progettazione e nella composizione della colonna sonora Muccio si è lasciato trasportare dall'idea di far dialogare due mondi acustici all’interno del film: quello della realtà del campo, accompagnata da suoni strumentali e concreti trattati ed elaborati digitalmente, e quello del mondo simbolico e interiore, illustrato attraverso una orchestrazione più classica e con suoni di sintesi elaborati da software sviluppati con l’obiettivo di far coesistere i due universi sonori.
Mentre nella parte documentaristica ha cercato di dare un'impronta sospesa ed omogenea agli ambienti senza connotare didascalicamente le immagini, in quella relativa all'animazione la sfida è stata quella di caratterizzare i singoli protagonisti e le diverse scene tridimensionalmente mantenendo allo stesso tempo un'armonia timbrica e stilistica che progressivamente andasse ad arricchire il tessuto emotivo del racconto, fino all'elaborazione di un linguaggio originale che non omette citazioni stilistiche legate all’universo dell’animazione.

Il sound
Il sound della colonna sonora è stato costruito grazie al campionamento delle performance della vocalist Fulvia Dilettuso, del contrabbasso suonato da Gabriele Hintermann e del pianoforte di Edoardo Petretti, session sintetizzate e rielaborate attraverso i software ideati e realizzati da Edoardo Pedio.
A questo si è affiancato il contributo dello studio Toto Sound e di Marco Maracci per la registrazione degli strumenti solisti e del coro polifonico Voces Laudis, diretto magistralmente da Francesco Mazzitelli, così come il fondamentale apporto creativo nel mix di Giuseppe D’Amato, Marco Saitta e Stefano Grosso per l’effettistica dell’animazione.

Le musiche aggiuntive
A tutto questo già ricco panorama, si è aggiunto l’estro del giovane Federico Pascucci, leader degli Errichetta Underground, che ha messo a disposizione il suo Calendula, utilizzato per accompagnare il volo delle lanterne, e che ha proposto con Lulas una interessantissima rielaborazione del tema portante del film utilizzata per i titoli di coda.
Questi brani sono stati remixati ed arricchiti da Mario Pierro (Raiders of the Lost Arp) che ha fornito il suo apporto creativo tutto Italiano direttamente dalla Svezia.
Nel complesso una produzione molto articolata che ha fornito un fondamentale livello di profondità e continuità al progetto nella sua interezza.

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